Sebbene la reazione al trauma costituisca un importante problema di salute a livello mondiale, gli studi sul tema e le tecniche di intervento nell’emergenza sono diventate oggetto di approfondimento solo in tempi recenti. Chi lavora come professionista dell’aiuto deve conoscere le caratteristiche del trauma, data la sua incidenza nell’esperienza umana. Il trauma è tale “quando un evento totalmente esterno spazza le difese e invade la psiche, che non riesce ad opporre resistenza o a contenerlo” ; ciò che sta accadendo è vissuto come impensabile, spaventoso, soverchiante. Il corso si prefigge di offrire agli operatori gli strumenti per gestire le diverse tipologie di emergenza, trasmettere le tecniche di contenimento del trauma e le competenze per monitorare come esso impatta su soccorritori e operatori.
I temi che verranno trattati:
La natura dell’evento. I diversi scenari traumatici quali catastrofi naturali (terremoti, ad esempio), abuso (violenza sessuale o familiare), eventi umani (scenari di guerra o attacchi terroristici) pur condividendo un iter comune, posseggono caratteristiche specifiche che impattano su vittime e soccorritori e richiedono specifiche strategie di gestione, accoglienza e intervento.
L’elaborazione cognitiva ed emotiva dell’evento. Nella mente della persona esposta alla situazione traumatica avvengono delle reazioni particolari; la portata dell’evento induce una condizione di insensatezza in cui la capacità di codificare l’ esperienza è momentaneamente resa inattiva e si configurano una serie di meccanismi difensivi per gestirla.
La risposta fisica. Cioè il modo in cui il nostro corpo risponde alla minaccia.
Le conseguenze a breve e lungo termine reazioni che sono apparse automatiche o adattive al momento dell’evento traumatico possono modificare l’assetto cognitivo, emotivo, e neurofisiologico dei sopravvissuti inducendo disturbi di personalità, psicosomatici, dissociativi.
L’intervento sui sopravvissuti questa parte della giornata verterà sulle tecniche di intervento nell’immediatezza dell’evento (gestione pratica dell’emergenza, comunicazione, tecniche di defusing e debriefing…) e nei tempi successivi (l’ascolto, l’intervento sui sintomi del disturbo post-traumatico da stress: sovreccitazione, intrusione, restrizione…).
L’intervento sull’ operatore. Lavorare con vittime e/o sopravvissuti richiede un certo grado di immedesimazione e impone di assumerne il carico di impotenza, sofferenza e orrore di fronte alle quali la mente tende ad arretrare. È importante conoscere gli stili di intervento, le reazioni allo stress, i segnali di burn out così da attivare le opportune tecniche di gestione e contenimento.
L’intervento su bambini e adolescenti: Il modello di intervento americano LPC - Listen, Protect, Connect: Il modello LPC è uno schema di risposta alla crisi suddiviso in 5 step atto a guidare il percorso di studenti e educatori verso la guarigione.
Creare Resilienza La resilienza non è un tratto che le persone hanno o non hanno. Essa include comportamenti pensieri e azioni che ciascuno può apprendere e sviluppare. Nella parte finale del corso si illustreranno i percorsi che portano alla resilienza