Evento concluso il 18/04/2026

Lo scompenso cardiaco nel laboratorio di ecostress

Corso ECM residenziale da 12 crediti a Bari per Medico chirurgo

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Descrizione del corso

2 - linee guida - protocolli - procedure.

Competenze tecnico-professionali

Negli ultimi anni l’ecocardiografia da stress ha vissuto una profonda evoluzione, passando da metodica focalizzata prevalentemente sulla diagnosi di ischemia miocardica a strumento integrato di valutazione funzionale, fisiopatologica e prognostica del paziente cardiovascolare complesso. In questo scenario si colloca il concetto di “stressecho 2030”, che interpreta lo stress test come un vero e proprio laboratorio dinamico di fisiologia cardiovascolare, capace di svelare vulnerabilità non evidenti a riposo. il corso nasce con l’obiettivo di fornire ai cardiologi un aggiornamento strutturato e avanzato sulle nuove applicazioni dello stress-echo, integrando parametri tradizionali e innovativi in un approccio multiparametrico, personalizzato e orientato alla medicina di precisione.

Competenze di processo

Attraverso un test di ingresso e la discussione delle linee b polmonari a riposo e da stress, viene affrontato il tema della congestione subclinica e della sua rilevanza prognostica. L’approccio di “non-invasive full physiology”, con particolare attenzione alla riserva cronotropa e al sistema nervoso autonomico, amplia la valutazione oltre la funzione sistolica, consentendo una lettura più completa dell’adattamento cardiovascolare allo stress. Il modello abcde dello stress-echo rappresenta la sintesi di questo approccio, guidando il clinico nella scelta del test più appropriato per ciascun paziente.

Competenze di sistema

Il corso si caratterizza per una forte integrazione tra evidenze scientifiche, linee guida, esperienza clinica e real life, favorendo un apprendimento pratico e immediatamente trasferibile nella quotidianità clinica. L’obiettivo finale è quello di formare cardiologi in grado di utilizzare lo stress-echo come strumento avanzato per identificare precocemente le vulnerabilità del paziente, migliorare la stratificazione del rischio e supportare decisioni terapeutiche sempre più personalizzate.

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